Ecco Anteego!

FONDAZIONE ANTEEGO: IL VALORE DI UN IMPEGNO CONDIVISO, UNA NUOVA ENERGIA PER LA COMUNITÀ.

Nasce un progetto collettivo per restituire ai giovani opportunità, dignità e futuro, perché ogni talento possa trovare il proprio spazio e contribuire al bene comune.

Ecco Anteego!
Ecco Anteego!

“Oggi nasce ufficialmente la Fondazione Anteego. E nasce in uno spazio allestito come un cantiere, perché Anteego è un cantiere: i lavori sono in corso.”

Con queste parole si è aperto il discorso inaugurale del Presidente della Fondazione Anteego, che ha dato il via ad un nuovo percorso collettivo e culturale nel segno dell’educazione, della formazione e dell’impegno civile.

Il video, che troverete in fondo a questo articolo, raccoglie una sintesi del discorso pronunciato in occasione della presentazione ufficiale, davanti ad un pubblico composto da giovani, amici, educatori, professionisti e da chi, in modi diversi, ha camminato insieme fino a questo punto.

Anteego: un nome, una visione

Il nome Anteego porta con sé un invito preciso: andare oltre l’individualismo esasperato della nostra epoca e ritrovare il senso del ‘noi’, della collettività, della comunità. In una società che ha perso l’orientamento del bene comune, la Fondazione si pone come spazio di discontinuità, di dialogo e di costruzione condivisa. Un luogo in cui educazione, formazione e lavoro possano tornare ad essere strumenti di crescita umana e sociale, non solo personale.

Una fondazione che agisce

Anteego nasce per fare, non solo per riflettere. Nasce per intervenire concretamente, per sostenere modelli educativi e formativi alternativi, capaci di mettere al centro le persone, i loro bisogni, le loro passioni. E anche il merito certo, ma alla fine di un percorso, non come punto di partenza.

L’obiettivo è semplice e ambizioso allo stesso tempo: contribuire a ricostruire una cultura della responsabilità collettiva, dove la crescita di una persona non sia lasciata al caso, né alla sola volontà individuale.

Un’educazione libertaria e concreta

Ispirata all’educazione libertaria, la Fondazione vuole riprendere il filo di maestri come Maria Montessori, Danilo Dolci, Don Milani, Aldo Capitini, Goffredo Fofi, e molti altri. Persone capaci di tradurre il pensiero in azione, di costruire una pedagogia concreta, relazionale, fondata sullo scambio reciproco tra maestro e allievo.

Questi sono i riferimenti di Anteego: maestri dissonanti, anticonformisti nei fatti, che hanno saputo guardare oltre il proprio tempo per disegnare strade nuove. La dissonanza, per la Fondazione, non è ribellismo sterile: è strumento critico, è lucidità, è responsabilità.

Formazione, lavoro, territorio: una rete da ricucire

Anteego vuole ricucire i legami tra educazione, lavoro e società. Costruire relazioni con il tessuto produttivo dei territori, valorizzare il capitale umano dei giovani, offrire opportunità concrete e qualificate, dare risposte a una generazione spesso lasciata nell’ombra.

Una generazione che oggi paga le conseguenze di riforme inefficaci, di una retorica del merito spesso strumentale, e di un sistema che ha prodotto fenomeni gravi come quello dei NEET, giovani che non studiano, non lavorano e non si formano. Una generazione che ha perso la fiducia nella promessa dell’istruzione.

Una responsabilità adulta

L’azione della Fondazione si fonda su una premessa chiara: la responsabilità è degli adulti. Di chi ha il compito di preparare il terreno, di coltivarlo insieme ai giovani, di accompagnarli nel loro percorso per poi farsi da parte.

“Stare prima al loro fianco, e poi un passo indietro. Questo è l’impegno che Anteego si assume”.

Una speranza concreta, non ideologica

Non si tratta di sperare passivamente. Come ricordato nel discorso attraverso le parole di Mario Monicelli, la speranza vuota è una trappola. Anteego non offre promesse astratte, ma percorsi realizzabili, fondati su passione, lavoro, esperienza e presenza costante.

“Non è un sogno. Non è ideologia. È un impegno.”

Ed è proprio questo il cuore del messaggio che la Fondazione vuole trasmettere ai giovani: ‘si può essere forti, liberi, felici. Si può costruire una vita dignitosa’. Ma occorre farlo insieme. In comunità.

Guarda il video della presentazione ufficiale della Fondazione Anteego

(Versione ridotta del discorso inaugurale del Presidente)

Mockup Dolci

ECCO ANTEEGO! UN EVENTO SOSTENIBILE CHE METTE AL CENTRO LA CULTURA

Il 25 maggio alla Stazione Leopolda di Firenze prende vita il lancio della
Fondazione Anteego: una serata tra musica, installazioni e un allestimento
che ripensa radicalmente il modo di fare cultura, partendo dall’upcycling
e dalla sostenibilità.

Non un semplice evento, ma un atto fondativo. Non una celebrazione patinata, ma un’esperienza che mette in discussione le forme, le consuetudini e gli sprechi.

L’evento, in programma domenica 25 maggio presso lo Spazio Alcatraz della Stazione Leopolda di Firenze, è il debutto della Fondazione Anteego, pensato come dichiarazione d’intenti e come viaggio collettivo attraverso nuove visioni della cultura, della formazione, della progettazione e dell’identità.

Un nuovo modo di pensare l’evento culturale

Il cuore dell’evento è l’idea che anche un allestimento possa farsi racconto. Il progetto nasce dal rifiuto dei format convenzionali e dall’abbraccio di una logica trasformativa e partecipata. Il tema dell’upcycling guida la configurazione dello spazio, pensato non come una scenografia perfetta ma come cantiere aperto: un ambiente che mostra le sue imperfezioni e ne fa un valore.

Il risultato? Un evento che anziché rincorrere la spettacolarità, propone una bellezza diversa: quella della coerenza, del senso, della trasformazione consapevole.

Per partecipare all’evento è possibile iscriversi a questo link di eventbrite.

Il design come atto narrativo

L’allestimento dell’evento è a cura di Studio OPAA, con la direzione creativa di Filippo Maria Bianchi, artista visivo e designer la cui poetica
attraversa linguaggi diversi, dalle installazioni immersive ai video, dal cinema alla progettazione spaziale. Bianchi rilegge l’upcycling in chiave estetica e narrativa, recuperando materiali dismessi (provenienti da fiere, mostre, contesti effimeri) trasformandoli in dispositivi carichi di senso.

Forme, cromie, pattern e grammatiche visive sono ripensati per costruire uno spazio imperfetto ma vivo, che riflette l’identità della Fondazione stessa: aperta, in trasformazione, pronta ad accogliere ciò che altrove viene ignorato.

Elementi di recupero provenienti da vecchie fiere e installazioni, trasformati e rielaborati, costruendo una scenografia che sconfina dal ready-made all’objet trouvé, fino a raggiungere un design radicale e consapevole. Nulla è lasciato al caso: ogni oggetto, ogni superficie, è un pezzo di racconto che ha cambiato funzione, significato e contesto. È una riflessione concreta e potente sul valore delle cose che altri considerano scarti.

Tre installazioni per raccontare l’identità della Fondazione

All’interno dello spazio trovano posto tre installazioni immersive e simboliche, realizzate da Pepperoni Studio, con contenuti a cura del direttore creativo Andrea Gnesutta. Ognuna esplora un tema chiave del progetto Anteego:

AlterEGO – Un’installazione immersiva che riflette sul tema dell’identità attraverso un dispositivo semplice ma potente: caschi specchiati. Da fuori, il visitatore vede se stesso; da dentro, ascolta le voci di figure chiave del pensiero civile italiano (Morante, Dolci, Olivetti, Lodi) che hanno ispirato la visione di Anteego. Un viaggio audio che trasforma lo sguardo in ascolto, stimolando introspezione e consapevolezza.


MultiEgo – Un’installazione visiva costruita con pannelli in PVC rosso e materiali traslucidi, che si rivela solo attraverso un filtro. Citazioni, messaggi e frammenti emergono a chi accetta di cambiare letteralmente il proprio punto di vista. Un invito a leggere tra le righe, a superare l’apparenza e ad abbracciare la complessità. Anche qui il materiale, riciclato e reinterpretato, diventa veicolo di contenuto.


ZONA AnteEGO – Il cuore dello spazio: un padiglione interamente costruito con elementi di recupero, volutamente lasciato ‘in costruzione’. Questo ambiente non finito diventa simbolo della Fondazione stessa, che sceglie di mostrarsi per quello che è: un progetto in crescita, che valorizza il processo tanto quanto il risultato.

Un manifesto culturale e civile

‘Ecco Anteego!’ È il modo della Fondazione per dire che l’appuntamento è molto più di un evento. È una metafora concreta di ciò che la Fondazione vuole essere: un luogo che valorizza ciò che altri considerano scarto, siano essi materiali, persone o idee. È una visione ecologica, sociale e culturale, che rifiuta la spettacolarizzazione e mette al centro la consapevolezza, la sostenibilità e il valore delle differenze.

In un presente che tende a consumare e dimenticare, Anteego propone di ricordare e trasformare.

E lo fa partendo da ciò che già esiste.

Anteego 25 Maggio

IL FUTURO SI IMPARA E SI COSTRUISCE INSIEME: ANTEEGO, FONDAZIONE PLURALE PER L’EDUCAZIONE PERMANENTE

Il 25 maggio alla Stazione Leopolda musica, installazioni e partecipazione collettiva per inaugurare una nuova realtà dedicata alla cultura condivisa e alla formazione civica.

Un debutto tra musica e impegno culturale

Il 25 maggio 2025, lo Spazio Alcatraz della Stazione Leopolda di Firenze si trasformerà in un laboratorio culturale vivo, aperto e sperimentale. Una serata evento segnerà l’inizio del percorso della Fondazione Anteego, un progetto dedicato all’educazione permanente, alla formazione civica e alla cultura della responsabilità collettiva.

Fondazione Anteego nasce per promuovere un’idea innovativa di apprendimento: continuo, accessibile, trasformativo e radicato nel territorio. Un’educazione fondata sulla partecipazione, sul dialogo e sull’esperienza condivisa.

Tre live internazionali per attraversare i confini del suono

A dare forma sonora all’inaugurazione saranno tre progetti musicali capaci di unire generi, culture e sperimentazione. The Mauskovic Dance Band, gruppo musicale olandese rivelazione della scena indie-tropical che fonde afrobeat, dub, psichedelia ed elettronica per un viaggio ritmico cosmopolita. Guidata da Nico Mauskovic producer, polistrumentista e fondatore della band, ha pubblicato con etichette come Soundway, Dekmantel e Bongo Joe.

Populous, al secolo Andrea Mangia, dj e producer salentino noto a livello internazionale per le sue atmosfere che uniscono ritmi sudamericani, elettronica d’autore e world music. Laureato in musicologia e con una grande capacità di anticipare tendenze, ma anche di reinterpretarle, è una figura di spicco della musica elettronica contemporanea.

Ghiaccioli e Branzini, progetto musicale di Marco Dalmasso, dj e producer torinese (Firenze è la sua città di adozione) che fonde musica folk, black jazz, blues e impegno sociale.

La direzione musicale della serata è firmata da Musicastrada, in collaborazione con lo stesso Dalmasso, da anni attivi nella promozione della musica dal vivo in Italia e all’estero.

Un evento in due tempi: tra visione e condivisione

La serata, con la direzione creativa a cura di Pepperoni Studio, si articolerà in due momenti distinti. Dalle 20 alle 22, l’ingresso sarà riservato su invito a rappresentanti istituzionali, stakeholder, operatori del terzo settore e realtà culturali. In questa fase verrà presentata la visione della Fondazione e sarà avviato un processo partecipativo per la scelta del logo ufficiale.

A seguire, dalle 22 in poi, si svolgerà un evento ad invito dedicato ai sostenitori della Fondazione. Per chi volesse partecipare l’iscrizione è possibile tramite questo link ad eventbrite. Per diventare sostenitore basta una donazione libera. La seconda parte dell’evento sarà un happening culturale aperto e coinvolgente, con musica live, convivialità e installazioni interattive.

Installazioni sensoriali per raccontare un’idea di futuro

Gli spazi della Leopolda, ridisegnati da OPAA Studio che ne cura l’allestimento, ospiteranno un percorso immersivo e riflessivo, pensato per comunicare i valori della Fondazione, attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea. AlterEGO, caschi specchiati da cui ascoltare voci e pensieri ispirati ad Aldo Capitini, Danilo Dolci, Adriano Olivetti, Mario Lodi e altre figure chiave del pensiero educativo e sociale. MultiEgo, pannelli traslucidi da esplorare con filtri ottici, che invitano a cambiare punto di vista. Zona Anteego, padiglione simbolico ’in costruzione’ fatto con materiali di recupero, rappresentazione concreta della Fondazione come organismo vivo, imperfetto e in continua evoluzione.

Una Fondazione per l’apprendimento continuo e condiviso

La Fondazione Anteego nasce per costruire un nuovo spazio educativo per adulti, capace di promuovere il sapere come bene comune. Ispirata alla nonviolenza attiva di Capitini, alla pedagogia cooperativa di Lodi, alla cultura democratica di Olivetti e all’educazione popolare di Dolci, Anteego vuole essere un punto di riferimento per chi crede nella conoscenza come strumento di libertà e trasformazione.
L’evento del 25 maggio è solo il primo passo. Nei mesi successivi, la Fondazione definirà la propria struttura giuridica, avvierà i primi progetti formativi e attiverà una rete di partner e sostenitori.